Rainbow –

L’innamoramento infinito.

Quando non lo senti per mesi.

Dovete incontrarvi, ti arrabbi perché all’ultimo secondo sparisce. Il tempo passa. Non ti ricordi nemmeno più che esiste, magari, perché da quell’istante hai deciso di tenergli il muso.

 

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Poi ti compare davanti agli occhi.

Ti abbraccia. Ti passa una mano tra i capelli,. Non puoi fare a meno di ricordare le altre mille carezze.

E’ come se tutti i giorni di assenza venissero cancellati.

Il mondo si trasforma. Prende mille sfaccettature.

Ti senti esplodere, ti senti tremare. Ti senti vibrare, ti senti sorridere. Ti senti pregare che questo attimo sia eterno.

 

 

Alla fine solo tre cose contano: quanto hai amato, come gentilmente hai vissuto e con quanta grazia hai lasciato andare cose non destinate a te.

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Sul bullismo

12 Maggio 2010

Il mondo in cui viviamo è ormai pieno di modelli plagianti che i mass media tendono a trasmettere alle nuove generazioni, soprattutto i giovani, che ormai sono influenzati da questi esempi e tendono ad imitarli poiché pensano che rappresentino la “perfezione” anche se in realtà questa non esiste e mai esisterà. E’ tutta finzione ed apparenza.
Molti giovani attuali, inoltre, sono ormai sommersi dal nichilismo; per loro infatti nulla viene considerato importante: la vita, gli amici, la scuola, il lavoro. Tutti questi valori fondamentali per un qualsiasi individuo, dovrebbero rendere una persona completa e felice e farla sentire amata e capace di provare forti emozioni. Queste persone, invece, hanno perso tutti i valori e interessi, e fanno una vita sommersa dal pessimismo e dall’insicurezza, che non sono di certo presupposti fondamentali per il loro futuro. Si trovano quindi privi di motivazioni che possano servire per stimolarli verso la vita della società in cui vivono.
Fingono di essere interessati alle conversazioni di chi li circonda, si fanno facilmente condizionare dal pensiero altrui, senza spesso averne uno proprio.
Seguono la moda per non essere evitati e giudicati, pensano che stare a scuola non serve a nulla, gli sembra inutile dover studiare per un pezzo di carta che a parer loro non servirà a nulla nel mondo del lavoro, e vorrebbero prender subito delle scelte sulla loro vita. Si ritrovano in compagnia a parlare per ore senza dire in effetti niente.
Raramente hanno particolari interessi, ma hanno bisogno di essere apprezzati, considerati e amati. Infatti, come diceva Aristotele, l’uomo è un “animale sociale”, ovvero si troverebbe a disagio in stato di solitudine, un tipico inconveniente della società contemporanea, una disfunzione da correggere, un morbo da debellare. La solitudine significa isolamento, mancanza di affetti e di sostegno concreto e psicologico, disadattamento, magari insufficiente acquisizione delle abilità sociali. Questo stato di cose incide soprattutto sulla personalità di coloro i quali vivono un’età della vita delicatissima quale l’adolescenza.
 
Gli adolescenti spesso si trovano a far fronte a situazioni difficili di disagio, spesso interiore, concretizzato successivamente nella realtà, nel conflittuale rapporto con le istituzioni, il gruppo di pari e la famiglia stessa. Molti di loro trovano come unica scappatoia un mondo interiore, fatto di sogni e speranze. Altri, dalla personalità più forte, cercano di combattere tutto quello che non accettano, spesso mettendosi contro la propria famiglia, facendo nascere un profondo stato di tensione all’interno del nucleo natio. Altri ancora si rifugiano negli amici. Si cerca di assumere un’identità comune nel proprio gruppo, di essere uguali ai propri amici, per non essere respinti. Affinchè un gruppo funzioni e sia vivo, non credo che i suoi componenti debbano essere gocce d’acqua poiché sono proprio le diversità a impreziosire l’atmosfera e a rendere interessanti gli attimi, istanti di vita pieni, ricchi di emozioni.. L’amicizia vera dà la forza di lanciarsi in avventure, con i propri compagni. Questa però provoca spesso gelosia e maldicenza. La gelosia spinge l’adolescente ad essere possessivo nei confronti dell’amico, forzandolo a entrare in relazione con lui, ripetere ogni sua azione e concordare col suo pensiero. Gli psicologi dicono che tale atteggiamento è scaturito dalla nostalgia per il rapporto che durante l’infanzia si aveva con i genitori. Nell’amicizia, come nell’amore, amare qualcuno significa lasciarlo libero, lasciandogli il diritto di essere diverso da noi volendogli bene non per quello che vogliamo che sia ma per quello che è. Ovviamente il modo di pensare di parecchi giovani fa pensare tutt’altro: discriminazione del diverso. Chi cerca di distinguersi. Per fortuna, questi casi di discriminazione non sono una quantità infinita.
 
L’adolescenza è, per definizione, età della crisi, momento in cui si ricerca un nuovo equilibrio per far fronte alla rottura degli assetti precedenti. Il cammino verso l’identità non è privo di ostacoli e, spesso, è accompagnato da difficoltà e disorientamento che vengono vissuti come disagio e, se non superati, danno luogo a disadattamento e devianza. Una profonda conflittualità vive l’adolescente costantemente impegnato a decidersi tra opposte alternative: narcisismo e correlazione, distruttività e creatività, conformismo e individualizzazione, irrazionalità e ragione. Alternative che richiedono tempo e sofferenza per essere risolte.
 
Senza un suo ruolo sociale preciso (non è più un bambino, ma non è ancora adulto), continuamente diviso tra una famiglia che delega il proprio compito educativo ad altri e una scuola che spesso è essa stessa causa di disagio, l’adolescente si ritrova da solo e con pochi strumenti ad affrontare ostacoli e difficoltà che, se superati, conducono alla maturità. Tutto ciò in un contesto sociale condizionante e massificante con falsi modelli vincenti. Il ragazzo che non riesce ad essere “primo” capisce che non gli è riconosciuto il diritto di sbagliare. Sono tanti, purtroppo, i ragazzi che vivono la realtà dell’emarginazione. Sacrificati a contenuti e programmi che poco hanno a che fare con il loro vissuto, tanti adolescenti, svalorizzati e abbandonati a se stessi, consumano male il loro tempo.
Ecco un’altra questione: il sentirsi mito, ovvero: il problema del bullismo. Molti ragazzi, forti della consapevolezza di essere appoggiati da altri loro coetanei, si sentono grandi e compiono atti di emulazione contro chi, a loro avviso, è più debole. Di solito i più colpiti da questo atteggiamento sono le persone sole, che non hanno una comitiva, e in quanto soli non riescono a difendersi contro chi agisce in gruppo. Nella maggior parte dei casi, anche nei confronti di questa difficoltà, le vittimeîsi chiudono in se stesse timorose di parlare per non aggravare la situazione. Tutto ciò è spesso dovuto all’insicurezza dell'”aggressore”. Per attirare l’attenzione ci sono vari modi: facendosi del male, indossando abiti buffi, facendo i gradassi. E’ la manifestazione concreta dell’egoismo; molti utilizzano l’idea del “bullo” per ottenere rispetto dai coetanei, ma questo è un problema sociale troppo ampliato nel corso degli anni. Il modo principale per attirare l’attenzione, anche negativa, nasce nel momento un cui l’uomo si autoconvince di essere meglio dell’altro, che magari ritiene anche una persona di alto livello, semplicemente sminuendolo con parole o fatti.
Con questo modo di agire diventa spesso ridicolo agli occhi delle persone che non sentono mancanza di attenzioni, sicure di se stesse: loro certo non necessitano di ridicolizzare chi li circonda solo per essere elevati da soggetti esterni, poichè si sentono fieri di quel che già sono, senza dover gravare sulla salute o psiche altrui, senza avere la conferma della loro “possenza”, della capacità di prevalere sul proprio coetaneo in modo tanto viscido.
 
 
I giovani tendono a chiudersi in se stessi, a non condividere con nessuno i propri disagi e cadono in tali vizi. A volte, magari a causa di un ambiente e una società con cui essi non riescono a rispecchiarsi e che quindi non li stimola abbastanza, diventano insicuri, annoiati e disattenti: non possiedono valori importanti ma piuttosto si basano solamente sulle cose materiali e sulla debolezza dell’altro, perchÈ vogliono seguire il resto della loro generazioni, senza pensare con la propria testa, e questo fondamentalmente perchÈ sono viziati e ancora immaturi.
 
Purtroppo, la prospettiva della società futura non lascia tempo a nessuno, tutto si evolve, tutto cambia e la condanna più pesante sembra essere un continuo disagio interiore delle nuove generazioni, che si troveranno sole, senza scale di valori fermi e stabili da seguire.
Certo, se esistesse solo l’Odio, il mondo morirebbe per eccesso di contrasti, ma se esistesse solo l’Amore il mondo morirebbe per eccesso di unità. Il prevalere delle forze unificatrici farebbe implodere il cosmo in un tutto compatto, una specie di sfera al cui interno sarebbe impossibile qualunque movimento.

Ho smesso?

Ho smesso di scrivere. ?
Il fatto che abbia smesso di scrivere non significa che non abbia nulla da dire. Il tempo non me lo permette, il tempo mi ruba tempo, il tempo mi limita. Il sonno mi limita. Il sonno mi tormenta. Il sonno mi fa pensare.

Le persone non hanno sempre bisogno di un consiglio. A volte possono solo volere una mano da stringere, un orecchio che ascolti e un cuore che li capisca.

Spesso le persone vogliono solo bisogno che gli venga ricordato che sono belle nella loro essenza, che le loro vite e la loro presenza contano per tante altre persone. Una specie di carezza all’autostima, per così dire. Questo, è proprio quel che cercavo, che desideravo, quando lottavo col buio.
Forse non hanno nemmeno bisogno di un consiglio, sono già a conoscenza di questi consigli… Quel di cui in realtà necessitano, è attenzione, senso di importanza, di appartenenza, di accettazione e un ascoltatore attivo per i loro problemi.

Perchè in verità, noi sappiamo già quali sono i nostri problemi. Sappiamo cosa li ha causati, e sappiamo come combatterli. Cerchiamo solo supporto, e qualcuno che voglia ascoltarci.

Un buon amico ci può dare quella spinta ricca di fiducia di cui abbiamo bisogno per ritornare in pista.

Vittime e doveri.

Siete tutti sempre più sfacciati. Se qualcuno vi fa una cortesia, pensate che vi sia dovuto. Se qualcuno segue le proprie passioni, ci trovate un ritorno personale. Vi circondate di persone che sanno dire tante belle parole, tante quante quelle che elargite. Andate in giro nella vita pensando pensieri diversi: si infiltrano nel vostro flusso sanguigno, e vi sentite vittime, come se tutto vi fosse dovuto.
Della nostra vita, spendiamo buona parte per far del male, una maggior parte a non far niente. Tutta nell’agire diversamente da come dovremmo.
Quello che mi toglie il sonno, il fatto che mi preme farvi notare, è che, nonostante capiti in continuazione, torno sempre e comunque a stupirmi della simpatica attitudine delle persone, chiedendomi se c’è qualcuno di diverso, da qualche parte, e se mai avrò la fortuna di incontrarlo.

Il mondo, all’anno 2015

Ormai non si può più prendere i mezzi di trasporto senza rischiare di venire mozzati, violentati o di prendere la scabbia. Non si può uscire dove trafficano auto, senza rischiare di incontrare un conducente distratto dal cellulare o ubriaco o amante della velocità. Non si possono avere attività senza rischiare di farsi sparare per farsi sottrarre 100 o 1000 euro che, togliendo una vita, non andranno ad arricchirne un’altra.
Le persone mi fanno sempre più paura e mi ritrovo in un mondo che non sento più mio. E l’unica cosa che posso fare è pensarci, e mi sembra assurdo essere così impotente, ma è la verità.

Beep beep boop

Facebook mi chiede a cosa sto pensando… Non sono il genere di persona che parla delle proprie emozioni o sensazioni in pubblico, ma qualche volta forse è meglio fuori che dentro, data soprattutto la possibilità di potermi confidare con qualcuno e cioè zero.
So che ultimamente sembro triste e negativa alle persone che mi circondano. A volte la vita ti mette di fronte a certi avvenimenti che non puoi gestire, non puoi riparare. A volte la vita ti fa soffrire indipendentemente da quante volte cerchi di rialzarti: continuerà ad andare a rotoli ripetutamente.
Come se cambiare casa ogni anno, studiare per l’università e lavorare in tutti i modi possibili non fossero sufficienti per rendere la vita difficile, compaiono cose sulle quali non posso avere nemmeno un minimo di controllo e che stanno avendo il sopravvento su di me.
Ogni giorno è un giorno nuovo, pieno di preoccupazioni e paura.

Sapete perché sono giù di morale e gonfia? Perché sono veramente stressata. Perché ci sono persone che mi portano all’esaurimento e non so che cosa fare, perché vedo mia mamma una volta al mese, e quando la vedo è per aiutarla a riparare i danni di un rincoglionito che non solo mi ha rovinato l’infanzia e l’adolescenza con minacce, ricatti, pressioni, bestemmie, denunce e presenze dei carabinieri in casa una volta ogni due settimane per anni, no, ha dovuto chiamare un amichetto, entrarci in casa e distruggere tutto quello che abbiamo fatto da quando l’abbiamo acquistata, tagliare quel che era tagliabile, rompere quel che si poteva rompere. Il tutto senza prove contro di loro. Ma tutto questo non bastava, ha dovuto renderci vittime di stalking (si, guardare dalla finestra e vedere la sua macchina, uscire di casa e vedere che ci segue in auto è bellissimo). Due mesi dopo distrugge il radiatore e altri componenti della nostra macchina. Grazie, 20000€ di danni ora sono sufficienti.
A questo aggiungiamo il fatto che i miei unici parenti che contano, che mi hanno cresciuta, sono in un Paese in guerra da quasi due anni (e questo mi impedisce di vederli se non su Skype), dove il cambio è 1:23 e se da noi una bottiglia di olio di semi costa 1,50€, da loro ne costa 25. Ho iniziato a mandare molte mie entrate ai miei nonni, perché non voglio vederli e saperli soffrire nei loro anni di meritato riposo (nonostante lavorino ancora).
Continuo a portare curriculum ovunque io possa trovare e non solo non mi chiama nessuno, ma l’unico che mi parlava dicendo “Wow hai un curriculum che potresti andare pure sulla luna!” non mi ha nemmeno ricontattata.
Cerco lavoro come fotografa, che è quel che desidero fare nel mio futuro. Non lo trovo. E se per caso ho un ingaggio, quanto viene retribuito? Gli stessi spicci che prendevo già 4 anni fa. Ah, quei bei locali. Gli infiniti luoghi dove le persone non rispettano il lavoro altrui e lo cancellano, verbalmente, moralmente e letteralmente.
Mi sento tesa e stressata e preoccupata per qualsiasi avvenimento possa accadere ogni giorno della mia vita e non riesco a correre dietro ogni cosa. Una passeggiata allevia lievemente il dolore, uscendo di casa da sola o in compagnia, alla ricerca di cose che potrebbero consolarmi temporaneamente, facendomi perdere nei libri, che siano romanzi o maschere di bellezza, o la cucina. È rilassante prendere del tempo per se stessi e tentare di farsi belli o comunque sentirsi tale per un giorno. O fare dei piatti che poi vengono apprezzati da chi li assaggia. Perché almeno so che c’è possibilità di tornare ad essere felice o rilassata o spensierata almeno in quei momenti. Almeno qualche ora di felicità. Comprare delle ciliegie davvero buone e gustarsele davanti a un telefilm. Banale forse, ma wow, alla fine è una gioia per l’anima.

C’è solo una cosa che posso ancora tenere salda in mano, e cioè il non permettere agli altri di farmi trattare senza rispetto. Non ho intenzione di proseguire ad avere a che fare con persone che ci sono solo quando gli conviene. Mi dedico a chiunque me lo chieda, e se non posso avere lo stesso, non voglio avere queste persone nella mia vita.
Non voglio avere a che fare con chi contribuisce ad aggiungere più dolore e negatività. A volte bisogna prendere delle decisioni difficili, e a volte possono fare schifo. Ma è ora di cancellare il male dalla mia vita.
Forse non posso risolvere tutti i miei problemi oggi. Ma perlomeno posso tentare di ripulire la mia vita per avere più positività possibile, e ristabilire il mio equilibrio mentale, che deve sempre essere la nostra priorità. È facile impazzire. Se qualcuno, o qualcosa, vi causa disagio o angoscia, non ne vale la pena. Possono esserci più danni a girarci attorno piuttosto che tagliare i legami. Sono le belle persone di cui ci circondiamo che danno un senso alla nostra vita.

Per concludere:
Non condannare nessuno nella tua vita se non sai cosa sta passando… In prima persona. E se hai letto fino in fondo, grazie.

Medicina

Le mie mani e le mie braccia sono incapaci di cogliere quella grandezza che in poco tempo mi hai dato..
a te, che sei una sorpresa continua, che stupisci e confondi sempre..
a te, che rendi diversa, originale, anche la più piccola cosa.
dico Grazie, con le parole, sguardi e gesti..

Mi piace il tuo essere spontaneo, sempre.
e mi piace vederti e sentirti libero.

Mi attrae il fatto di non conoscerti..
Mi piace rischiare ogni giorno tutto, mettermi in gioco.
E mi fa andare avanti, mi stuzzica, il dover svelarmi un pezzo alla volta..
con calma, intrigo e gusto..

Rabbrividisco e sorrido a vedere, sentire, capire, ammirare, colui che ho conosciuto e continuo a conoscere “atomo per atomo”.

sei una Medicina, e non l’inventeranno più.. ..

Unlike others

L’amicizia.
Solida, indistruttibile, a distanza di anni e chilometri inseparabile.
Non è da tutti, non è per tutti.
L’amicizia si insinua dentro alcuni inaspettatamente, proprio come l’amore, una folata di affetto e ti ha catturato.
Più passa il tempo e più mi accorgo di non aver mai avuto un vero amico in carne ed ossa.
Persone su cui poter fare affidamento qualche volta. Persone che un giorno si svegliavano e tu non c’eri più.

Triste aver bisogno di quell’abbraccio, del loro abbraccio, ma non poterlo avere perché sono così lontani. Fisicamente e mentalmente.
Forse non piango, ma fa male. Forse non lo dico, ma lo sento. Ma di certo lo dimostro, poiché mi importa.

Certe sere mi sedevo al pianoforte pensando: “Non c’è niente di più bello di me e te insieme. Tu mi dai dei tasti bianchi e neri ed io… io ti farò sentire quello che porto nel cuore. Io costruirò per te le più infinite melodie”.

Perché nessuno ha mai paura di perdere me?

sostituibilità


Sei sostituibile per alcune persone, ma sei insostituibile per altre
La cosa piu bella della vita è proprio trovare quelle persone che sono insostituibili e viceversa, e non sai mai quando possono arrivare
Per molti sarai solo di passaggio, e non si preoccuperanno di averti persa, altrimenti non avrebbero fatto certe cose
Per altri sei tutto
Ed è qui che devi decidere per chi vale la pena vivere, a chi dare il tuo 100%


On July 7 1812, Ludwig van Beethoven, writes to his Immortal Beloved

Good morning, on 7th July.
While still in bed my thoughts turn towards you my Immortal Beloved, now and then happy, then sad again, waiting whether fate might answer us – I can only live either wholly with you or not at all, yes I have resolved to stray about in the distance, until I can fly into your arms, and send my soul embraced by you into the realm of the Spirits – yes unfortunately it must be – you will compose yourself all the more since you know my faithfulness to you, never can another own my heart, never – never – O God why do I have to separate from someone whom I love so much, and yet my life in V[ienna] as it is now is a miserable life – Your love makes me at once most happy and most unhappy – at my age I would now need some conformity[,] regularity of my life – can this exist in our relationship? – Angel, I have just heard that the mail coach goes every day – and thus I must finish so that you may receive the letter immediately. – be patient – only through quiet contemplation of our existence can we achieve our purpose to live together – Be calm; for only by calmly considering our lives can we achieve our purpose of living together.- be calm – love me – today – yesterday – What yearning with tears for you – you – you my life – my everything – farewell – oh continue to love me – never misjudge the most faithful heart of your Beloved
L.
Forever thine
forever mine
forever us.